A proposito della moda del bestemmiare, ho letto:
«La bestemmia non offende Dio [...] la bestemmia ferisce me, ferisce chi crede». (qui la fonte, attenti al trojan)
Dapprima, viene in mente la barzelletta del matto che si crede Napoleone.
Dappoi, si conclude che un cristiano dovrebbe conoscere non solo il Catechismo, ma anche il vocabolario. Alla voce bestemmiare, il De Mauro-Paravia riporta: «offendere la divinità». Quanto al Catechismo:
«Che cosa è la bestemmia? La bestemmia è un orribile peccato che consiste in parole o atti di disprezzo o di maledizione contro Dio, la Vergine, i Santi, o contro le cose sante». (S. Pio X, Catechismo Maggiore, n. 374)
«La bestemmia [...] consiste nel proferire contro Dio [...] parole di odio... Per sua natura è un peccato grave». (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2148)
Non c'è da deplorare solo la bestemmia, ma anche la tendenza a credere che Dio esisterebbe (solo) nel cuore dei credenti, alla maniera dei modernisti.
4. Conclusione
I nemici della Chiesa ci accuseranno come al solito di essere avversi al progresso e alla scienza. Venerabili Fratelli, in un così grave pericolo per la salvezza delle anime dei credenti, agite con ardore e fortezza per sradicare gli errori che da ogni parte s'infiltrano. Vi assista Gesù Cristo, autore e consumatore della nostra fede. Vi assista la Vergine Immacolata, vincitrice di tutte le eresie.
3.5. La vigilanza nelle Diocesi
In ogni Diocesi sarà stabilito un consiglio di uomini commendevoli al quale spetti la vigilanza sulla propagazione degli errori sia negli scritti come anche nell'insegnamento; siffatto consiglio si dovrà riunire ogni due mesi con il Vescovo per valutare i rimedi opportuni.
Vogliamo e ordiniamo che i Vescovi di ciascuna Diocesi e i Superiori generali presentino alla Sede apostolica una relazione triennale sulle dottrine che circolano fra il clero e i religiosi.
3.4. Il controllo sui sacerdoti
Ai sacerdoti regolari è vietato dirigere giornali o periodici senza il permesso dell'Ordinario. I Vescovi e i Superiori generali curino che i loro sacerdoti non pubblichino articoli infetti di modernismo.
I Vescovi non permetteranno più i congressi e i pubblici convegni di sacerdoti, se non in casi rarissimi, col permesso scritto del Vescovo e a condizione che non vi si trattino cose di pertinenza della Sede apostolica o dei Vescovi, né si menzioni quanto sa di modernismo, di presbiterianesimo o di laicismo.
3.3. La condanna dei libri pericolosi
In ogni Diocesi si impedisca di leggere gli scritti infetti di modernismo, se già pubblicati, e di pubblicarli, se sono inediti. Libri, giornali e periodici di questo genere non devono mai essere permessi agli alunni dei Seminari e delle Università cattoliche. Ciò deve esser fatto senza rispetto umano, disprezzando le grida dei malvagi, e perfino senza essere trattenuti dall'Imprimatur che fosse stato ottenuto in altra Diocesi. Quegli scritti poi che i cattolici non possono leggere, i librai cattolici non possono vendere.
I Vescovi dovranno concedere la facoltà di stampa soltanto con la massima severità: ordiniamo che in ogni Diocesi si stabilisca un adeguato numero di censori (uomini di età, scienza e prudenza) per la revisione dei libri da pubblicare.
3.2. La scelta di direttori e maestri
Chiunque sia infetto di modernismo sia allontanato senza alcun riguardo dall'insegnamento nei Seminari e nelle Università cattoliche. Lo stesso si faccia con chiunque favorisca, lodi o difenda il modernismo, o critichi la Scolastica, i Padri o il Magistero, o rifiuti di obbedire all'autorità, o ami le novità in materia storica, archeologica o biblica.
Con vigilanza ancora maggiore si esaminino i candidati al sacerdozio.
3.1. Lo studio della filosofia Scolastica
Innanzitutto vogliamo e ordiniamo che a fondamento degli studi sacri si ponga la filosofia Scolastica, ossia quella di san Tommaso d'Aquino. Chi insegna materie religiose si persuada che l'allontanarsi dall'Aquinate, specialmente nelle cose metafisiche, non avviene senza grave danno.
La teologia positiva può essere illustrata a patto che si rispetti la Tradizione, i Padri e il Magistero ecclesiastico: poiché chi innalza la teologia positiva al di sopra della filosofia Scolastica è da disapprovare come fautore del modernismo.
Lo studio delle scienze naturali è vivamente incoraggiato qualora ciò possa avvenire senza danno degli studi sacri.