C'è una guerra misteriosa, ma reale, tra la nostra carne e la nostra anima. L'apostolo Pietro scrive:
«Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all'anima» (1 Pietro 2:11).
Siamo "stranieri e pellegrini" su questa terra e in questa vita mortale, nella quale siamo rivestiti di questa carne. La nostra vera "terra promessa", la "casa", la "patria" è la vita eternamente felice nei cieli, con il Dio uni-trino e la beata Vergine Maria e tutti gli angeli e tutti i santi.
L'apostolo Paolo scrive:
«...nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra» (Romani 7:23).
Data l'esistenza di questa guerra è necessario schierarsi per uno dei due combattenti: se vincerà la carne, schiava del peccato, sarà sconfitta la nostra anima, riscattata invano dal prezioso Sangue di Gesù Cristo. E viceversa. Scrive ancora san Paolo:
«...la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda...» (Galati 5:17).
Ne deriva la necessità della penitenza, senza la quale è impossibile "addomesticare" la carne e sottometterla alle esigenze dell'anima. L'esito di questa guerra determinerà la sorte - eternamente felice o eternamente infelice - di ognuno di noi.
Rimbomba nell'universo il triplice invito dell'Immacolata di Lourdes, ripetuto dall'Angelo di Fatima: «Penitenza! Penitenza! Penitenza!».
Nel 50° anniversario delle apparizioni di Fatima, Paolo VI ebbe a scrivere in proposito:
«Un messaggio, poi, di somma utilità sembra oggi giungere ai fedeli da colei che è l'Immacolata, la tutta santa, la cooperatrice del Figlio nell'opera di restaurazione della vita soprannaturale nelle anime (Cf. Lumen Gentium, n. 61). Contemplando, infatti, devotamente Maria, essi traggono da lei incitamento alla preghiera fiduciosa, sprone alla pratica della penitenza, stimolo al timor santo di Dio. Ed è parimente in questa elevazione mariana che essi odono più di sovente risuonare le parole con le quali Gesù Cristo, annunziando l'avvento del regno dei cieli, diceva: "Fate penitenza e credete al Vangelo" (Marco 1,15); ed il suo severo ammonimento: "Se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo" (Luca 13,5). Spinti, perciò, dall'amore e dal proposito di placare Dio per le offese recate alla sua santità e alla sua giustizia, ed insieme animati dalla fiducia nella sua infinita misericordia, dobbiamo sopportare le sofferenze dello spirito e del corpo, affinché espiamo i peccati nostri e del prossimo e così evitiamo la duplice pena: del danno e del senso, cioè la perdita di Dio, sommo Bene, e il fuoco eterno (Cf. Lumen Gentium, n. 48)» (Paolo VI, Esortazione apostolica Signum magnum, 13 maggio 1967)
San Massimiliano Kolbe ha commentato:
«Godere, godere, godere: grida il mondo. Per procurarsi i massimi godimenti possibili si commettono furti, frodi, corruzioni, tradimenti e perfino assassini. E quando non si riesce a godere, oppure quando il cuore, sazio fino alla nausea di sudiciume morale, vede tutto il vuoto e l'inconsistenza di una illusoria felicità dietro alla quale stava correndo, allora, se manca l'umiltà, che lo indirizza verso Dio lungo la strada della penitenza, la vita si abbruttisce e talvolta si conclude con un vile suicidio.
Il giorno 11 del mese di febbraio noi festeggiamo l'anniversario dell'apparizione dell'Immacolata a Lourdes, famosa in tutto il mondo.
Che cosa ci raccomanda, Ella? [...] di pregare per i peccatori ed ha esclamato per tre volte: Penitenza! penitenza! penitenza!.
Durante la Quaresima, la s. Chiesa ci invita in modo tutto particolare alla penitenza, cospargendo di cenere il nostro capo e dicendoci: "Ricordati, o uomo, che sei polvere e in polvere tornerai"» (SK 1115).
Ecco l'umiltà: essere consapevoli del nostro essere humus, terra, impastati di terra da Colui che ci ha creati, bisognosi di tutto, come bambini! Nemmeno l'uomo più potente e ricco del mondo ha il potere di allungare la propria vita di un'ora soltanto! Perfino quell'uomo dipende in tutto dal Signore, che lo ha creato e redento.
Ecco la penitenza: convertirsi, cioè strigliare la carne che fa guerra all'anima per sottomettere tutta la nostra vita a Dio che chiede di essere amato con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente.
Chi dunque nega l'esistenza di questa guerra o cerca patti con il nemico va considerato anch'egli nemico e come tale va combattuto.
E' un inquietante e celebre sogno di don Bosco.
L'ignobile linciaggio del quale in questi giorni il Santo Padre è fatto oggetto da varie parti, è motivo per pregare più fervidamente per Benedetto XVI, che Dio scelse quale Pastore universale della Sua santa Chiesa.
Oremus et pro beatissimo Papa nostro Benedicto decimo sexto, ut Deus et Dominus noster, qui elegit eum in ordine episcopatus, salvum atque incolumem custodiat Ecclesiae suae sanctae, ad regendum populum sanctum Dei.
Oremus
Omnipotens sempiterne Deus, cuius iudicio universa fundantur: respice propitius ad preces nostras, et electum nobis Antistitem tua pietate conserva; ut christiana plebs, quae te gubernatur auctore, sub tanto Pontifice, credulitatis suae meritis augeatur. Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
Amen.
Preghiamo con gioia, dunque! Il Signore guida la sua barca anche in mezzo ai temporali.
Finisce il mese di maggio, ma non finisce il tempo del Rosario. Nostra Signora di Fatima ha detto ai tre pastorelli:
«Recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra».
E Dio sa quanto abbiamo bisogno di evitare la guerra e i castighi divini... Quindi ecco un bel video per dire il Rosario.
In nome del cielo! Fateci conoscere le parole di Nostra Signora di Fatima che voi, eminenze reverendissime, censuraste.
A proposito della moda del bestemmiare, ho letto:
«La bestemmia non offende Dio [...] la bestemmia ferisce me, ferisce chi crede». (qui la fonte, attenti al trojan)
Dapprima, viene in mente la barzelletta del matto che si crede Napoleone.
Dappoi, si conclude che un cristiano dovrebbe conoscere non solo il Catechismo, ma anche il vocabolario. Alla voce bestemmiare, il De Mauro-Paravia riporta: «offendere la divinità». Quanto al Catechismo:
«Che cosa è la bestemmia? La bestemmia è un orribile peccato che consiste in parole o atti di disprezzo o di maledizione contro Dio, la Vergine, i Santi, o contro le cose sante». (S. Pio X, Catechismo Maggiore, n. 374)
«La bestemmia [...] consiste nel proferire contro Dio [...] parole di odio... Per sua natura è un peccato grave». (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2148)
Non c'è da deplorare solo la bestemmia, ma anche la tendenza a credere che Dio esisterebbe (solo) nel cuore dei credenti, alla maniera dei modernisti.
E' tempo di martiri. Non in chissà quale paese o in chissà quale tempo, ma qui e ora: nell'Italia del Duemila.
Il mondo odia Cristo. Se siamo di Cristo, il mondo ci odia. Se hanno perseguitato Cristo, perseguiteranno anche quelli che sono di Cristo. Se hanno ucciso Cristo, uccideranno anche noi. Odiano Dio, odiano la Chiesa, odiano i Santi. Nella loro follia demoniaca pretendono anche di avere ragione: e allora ci emarginano, ci mettono a tacere, ci usano violenze di ogni genere.
Suor Maria Laura Mainetti fu assassinata da tre teenager dedite al satanismo. A Chiavenna, il 6 giugno 2000, si sono affrontate le due visioni della vita: da una parte il diavolo e la sua filosofia della noia e dell'assurdo, dall'altra il Signore della vita e il suo amore incontenibile. Da una parte tre vite fatte di niente, dall'altra una storia di continua donazione d'amore. Da una parte l'inganno e l'omicidio, dall'altra l'ultimo supremo gesto di una Suora che muore perdonando.
E' tempo di martiri.
Buon martirio quotidiano.
Bestemmiano come matti, nel museo diocesano di Vienna.
Evidentemente la sede vescovile è vacante (o forse occupata da attivisti gay).
Che schifo.