E placa il tuo sdegno verso di noi. Ho letto parole che mai avrei voluto leggere:
«...la Conferenza Episcopale Italiana ribadisce [sic] che non è intenzione della Chiesa Cattolica operare attivamente per la conversione degli ebrei».
Nella sinagoga di Gerusalemme, invece, San Pietro aveva detto ai giudei:
«Pentitevi [che è ancora più forte di "convertitevi" - Nota] e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati» (Atti 2,38).
Vedremo mai un Vescovo rivolgere parole simili agli ebrei? Su quel versetto avevo costruito, con un paio di brani biblici, l'immaginario discorso del Papa nella Sinagoga di Jesoterberg.
Esterrefatto per l'insipidezza di certi ecclesiastici, ho potuto solo recitare, indegnamente, un Rosario riparatore, chiedendo pure la conversione non solo degli ebrei, ma anche dei musulmani e degli induisti, degli atei, dei protestanti, dei vescovi e anche dei peccatori, a cominciare da me.
[continua da qui, che a sua volta continua da qui]
Si dice che l'Emerito sia un Grande Biblista, ma anche ai bambini di terza elementare è evidente che la Bibbia dice il contrario di quello che l'Emerito va in giro a dire: il Biblista ne capisce meno di un bambino.
C'è poi il Cavolone che dà le cose sante ai porci (concordano anche i kompagni) e già questo esprime l'obbedienza dell'ecclesiastico: un voto gettato alle ortiche.
Da buoni ultimi abbiamo i catto-frustrati, convinti che con un preservativo, una pillola, un sodomita e una pretessa, si possano riempire le chiese e magari ricondurre gli europei a quella fede a cui (talvolta seguendo i loro pastori) voltaron le spalle: frustrati, illusi e cialtroni.
Insomma, il martini rosso alla verza è un cocktail mortifero che manda all'inferno chiunque la beva. Puàh.
In questi giorni è avvenuto in Austria uno scandalo orrendo, simile a quello di Ecône nel 1988: il rev. Gerhard Maria Wagner, parroco di Windischgarsten, appena nominato dal Papa Vescovo ausiliare di Linz, è stato apertamente rifiutato dai suoi confratelli diocesani! Consacrare vescovi "autocefali", senza mandato pontificio, e rifiutare un vescovo nominato dal Papa sono atti sostanzialmente equivalenti. Si è rotta nei fatti la comunione gerarchica tra il clero diocesano e la Sede Apostolica: sedevacantisti-di-fatto hanno consumato uno scisma-di-fatto. Non si è prodotto uno scisma giuridico-formale perché padre Wagner ha umilmente rinunziato alla nomina. Ma la gravissima disobbedienza rimane evidente agli occhi di tutti e dà scandalo.
Sta scritto: «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato» (Luca 10,16). Sotto la guida di cotanto cardinale, i ruderi delle diocesi austriache s'incamminano verso la loro grande rovina (cf. Luca 6,49), tra una chiesa-discoteca e una celebrazione indecente.
Ma il Signore veglia sempre sul suo gregge e già offre i rimedi a mali tanto gravi.
Continuiamo dunque, o cominciamo, la Novena per il Papa. Preghiamo per il Papa!
E' un OMICIDIO quello che Voi, signori distintissimi, state commettendo. Lo avete deciso Voi e Voi l'avete predisposto.
Avete anche fatto finta di stabilire che questo ASSASSINIO premeditato debba avvenire "in nome del popolo italiano". Anche questa infamia volete caricare sulle spalle del popolo? Vergogna!
Il sangue ricade sulle VOSTRE mani. Ed è IN NOME VOSTRO che una persona è mandata a morire.
Non nel mio nome.
Mi dissocio.
A Genova gironzola il torpedone ateo, che un «verme cornuto e rammollito» (come l'ha apostrofato Berlicche) usa come veicolo pubblicitario per l'ateismo: è la versione italiana della più agnosticheggiante e godereccia Atheist bus campaign.
Siccome l'iniziativa è ridicola, mi sono divertito a giocare con gli slogan:
Omnes de Saba venient
aurum et thus deferentes,
et laudem Domino annuntiantes.
Surge et illuminare, Jerusalem,
Quia gloria Domini super te orta est.
Traduzione:
Tutti verranno da Saba
portando oro e incenso,
e proclamando le lodi del Signore.
Alzati, rivestiti di luce, Gerusalemme,
perché la gloria del Signore è sorta su di te.
Commento di Giovanni da Rho:
Nella Solennità dell'Epifania, Nostro Signore Gesù Cristo è riconosciuto dalle Genti, e adorato, come Dio. Oggi ha preso piede l'insipiente consuetudine circense di sovrapporre all'odierna Solennità l'inaudita "Festa delle Genti". Dio abbia pietà di noi.
Dev'esserci qualcosa di mortifero nell'aria, nell'acqua o nel suolo di Toscana ed Emilia-Romagna: è necessario che i migliori scienziati del pianeta siano ingaggiati per scoprire e debellare le cause di tale gravissimo problema.
Dal tempo in cui vige in Italia l'omicidio legalizzato a spese pubbliche, il ministero della Sanità annualmente presenta al Parlamento la relazione sullo stato di applicazione del "Jack the Ripper Act"; ebbene, da sempre, risulta che la percentuale di interventi eseguiti "in urgenza" nel territorio di queste due regioni italiane sia molto superiore alla media nazionale: è una vera e propria anomalia, sulla quale tutti stendiamo volentieri una coltre di ipocrisia e di omertà.
Chissà a quale mortifero contagio è ascrivibile tale sventura, che permette la soppressione della vita nascente anche oltre gli angusti limiti e illiberali della legge?
Dalle tabelle dell'ultima relazione, i numeri parlano da soli: se in Italia gli interventi urgenti sono il 9,4%, in Toscana sono il 22,8% e in Emilia-Romagna il 20,7%. Nelle quattro regioni più popolose il dato scende al 7%.
Oggi scopriamo che il morbo tosco-emiliano estende la sua necrosi: il presidente del Consiglio regionale della Toscana rivendica il diritto di «offrire una opportunità» ai familiari dei poveri pazienti in stato vegetativo, perché «la Toscana non può farsi da parte». Giusto! E quando mai la Toscana si è fatta da parte? E' dai tempi del pio La Pira che la Toscana offre opportunità...
In conclusione, per ripristinare la salubrità dell'aria, propongo la lettura di un breve documento dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede: Risposte a quesiti della Conferenza Episcopale Statunitense circa l'alimentazione e l'idratazione artificiali, affinché si capisca che quei malati, a cui si vorrebbe togliere l'acqua e il cibo, non morirebbero a causa del loro penoso stato di salute, ma proprio a causa della mancanza procurata di acqua e cibo. Una mostruosità indicibile, degna dell'inciviltà dei nostri tempi.
San Massimiliano Kolbe - che ad Auschwitz i nazisti condannarono a morire di fame e di sete - interceda per noi.