E' un inquietante e celebre sogno di don Bosco.
L'ignobile linciaggio del quale in questi giorni il Santo Padre è fatto oggetto da varie parti, è motivo per pregare più fervidamente per Benedetto XVI, che Dio scelse quale Pastore universale della Sua santa Chiesa.
Oremus et pro beatissimo Papa nostro Benedicto decimo sexto, ut Deus et Dominus noster, qui elegit eum in ordine episcopatus, salvum atque incolumem custodiat Ecclesiae suae sanctae, ad regendum populum sanctum Dei.
Oremus
Omnipotens sempiterne Deus, cuius iudicio universa fundantur: respice propitius ad preces nostras, et electum nobis Antistitem tua pietate conserva; ut christiana plebs, quae te gubernatur auctore, sub tanto Pontifice, credulitatis suae meritis augeatur. Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
Amen.
Preghiamo con gioia, dunque! Il Signore guida la sua barca anche in mezzo ai temporali.
A Messa ci toccherà di vedere anche la danza del ventre, le cubiste e il burlesque, come ironizza Cossiga? Si intenda: per esprimere insieme la gioia comune eccetera eccetera.
Lo stesso Ufficio liturgico della Cei ammette e quasi incoraggia la danza liturgica. In pratica, la celebrazione del mistero non si attua seguendo le norme liturgiche, ma liberando il sentimento della comunità: e se questa vuole la danza, eh beh, si dia il via alle danze!
Il resto verrà da sé. Non s'era forse partiti dalle canzonette? E prima ancora, per giusti motivi, dalla lingua volgare?
Qualcosa nel frattempo è già avvenuto:
e si potrebbe a lungo elencare fatti spregevoli che testimoniano quanto l'anarchismo abbia infettato la Chiesa.
Il card. Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, nel videoclip sotto esposto, risponde ad alcune domande sulla danza liturgica e sulle musiche profane moderne (dal 3m 18s). Severo e ironico, sottile e alla portata di tutti.
Great!
Faciamus altare Deo,
qui exaudivit nos in die tribulationis.
Et in Israel magnum est nomen eius.
Confundantur qui loquuntur mendacium.
Un cattivo interprete dei testi conciliari poteva essere persuaso che la Chiesa avesse mutato la propria dottrina ecclesiologica. Costui però non ha più scuse per riportarsi nell'alveo della retta fede.
Il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa» (29 giugno 2007), articolato in cinque domande e cinque risposte confermate e approvate dal Pontefice, contiene alcuni importanti insegnamenti:
Amen.
...per il ritorno degli a-cattolici all'unica Chiesa sotto l'unico Pastore: questo è l'unico signficato che un cattolico può dare al movimento ecumenico.
Pio XI con l'Enciclica "Mortalium animos" (da leggere) ha insegnato in questi termini:
Pertanto, Venerabili Fratelli, facilmente si comprende come questa Sede Apostolica non abbia mai permesso ai suoi fedeli d'intervenire ai congressi degli acattolici; infatti non si può altrimenti favorire l'unità dei cristiani che procurando il ritorno dei dissidenti all'unica vera Chiesa di Cristo, dalla quale essi un giorno infelicemente s'allontanarono: a quella sola vera Chiesa di Cristo che a tutti certamente è manifesta e che, per volontà del suo Fondatore, deve restare sempre quale Egli stesso la istituì per la salvezza di tutti.
Nell'Enciclica "Mystici Corporis", anch'essa tutta da leggere, Pio XII pregava in questi termini:
Bramiamo altresì fortemente che le comuni preghiere abbraccino [...] coloro che, a causa di una miserevole scissione dell'unità della Fede, si sono separati da Noi che, pur immeritevoli, rappresentiamo in terra la persona di Gesù Cristo. Per questo ripetiamo l'orazione divina del nostro Salvatore al Padre Celeste: "Che tutti siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me ed io in te, così anch'essi siano in noi una cosa sola; affinché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Joan. XVII, 21).
Papa Giovanni XXIII, nella sua prima Enciclica "Ad Petri Cathedram", lanciava questo appello ai cristiani separati:
Tutti sanno che il divino Redentore ha fondato una società che dovrà conservare la sua unità fino alla fine dei secoli: «Ecco, io sono con voi fino alla consumazione dei secoli» (Mt 28,20). Per questo egli ha rivolto al Padre celeste una fervida preghiera, che, senza dubbio, è stata accettata ed esaudita per la sua deferenza alla volontà del Padre (cf. Eb 5,7) e che è questa: «Che tutti siano una sola cosa, come tu, Padre, sei in me e io in te, così essi siano una sola cosa in noi» (Gv 17,21). Questa preghiera infonde in Noi e conferma la dolce speranza che finalmente tutte quelle pecorelle che non sono di questo ovile sentano il desiderio di farvi ritorno; di modo che, secondo la parola del divin Redentore, «si farà un solo ovile e un solo pastore» (Gv 10,16).
Ci rivolgiamo quindi a tutti coloro che sono da Noi separati, come a fratelli, usando le parole di sant'Agostino che dice: «[...] Perciò, carissimi, teniamoci stretti unanimemente a Dio padre e alla madre chiesa».
Preghiamo, dunque secondo le parole della Liturgia!
Pro unitate Ecclesiae
Oremus et pro haereticis et schismaticis: ut Deus et Dóminus noster eruat eos ab erroribus universis; et ad sanctam matrem Ecclesiam catholicam atque apostolicam revocare dignetur.
Omnipotens sempiterne Deus, qui salvas omnes, et neminem vis perire: respice ad animas diabolica fraude deceptas; ut, omni haeretica pravitate deposita, errantium corda resipiscant, et ad veritatis tuae redeant unitatem.
Per Christum Dominum nostrum.
Amen.
Irritati con Benedetto XVI per alcune sue recenti e doverose prese di posizione, quest'anno i rabbini d'Italia non parteciperanno alla "Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei" indetta dalla Conferenza episcopale italiana. I vescovi stavolta approfondiranno e svilupperano per conto loro... «saranno consunti come paglia secca» (Na 1,10).
La notizia è ottima e fa ben sperare che, per il futuro, la Chiesa sostituisca la "Giornata" con una "Grande preghiera per la conversione dei Giudei" (e per "par condicio" con un'altra "Grande preghiera per la conversione dei maomettani").
Nell'attesa ci rifacciamo gli occhi e le orecchie con due clip d'antologia:
Oremus et pro Iudaeis
Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum. Oremus.
Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen.
A Genova gironzola il torpedone ateo, che un «verme cornuto e rammollito» (come l'ha apostrofato Berlicche) usa come veicolo pubblicitario per l'ateismo: è la versione italiana della più agnosticheggiante e godereccia Atheist bus campaign.
Siccome l'iniziativa è ridicola, mi sono divertito a giocare con gli slogan: