Finisce il mese di maggio, ma non finisce il tempo del Rosario. Nostra Signora di Fatima ha detto ai tre pastorelli:
«Recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra».
E Dio sa quanto abbiamo bisogno di evitare la guerra e i castighi divini... Quindi ecco un bel video per dire il Rosario.
«In principio Dio creò il cielo e la terra... e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Genesi 1,1-2).
«In principio» può avere due significati:
Questo secondo significato è ammesso anche da alcuni rabbini (p. es. Nachmanide), per i quali «reshit» si può tradurre con «sapienza divina» (cf. Proverbi 8,22-23) e dunque l'intero versetto può essere inteso così: «Per mezzo della Sapienza, Dio creò i cieli e la terra».
Nel racconto della creazione si ripete «Vayomer Elohim», che significa: «E Dio disse» (sempre con il soggetto al plurale e il verbo al singolare). E' un Dio che dice e crea, crea dicendo e creando dice.
Sant'Agostino (cf. Discorso I sul Vecchio Testamento) collega il primo versetto della Genesi ai primi versetti del Vangelo di Giovanni («In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di Lui, e senza di Lui nulla è stato fatto») e scrive chiaramente che il «Principio» nel quale Dio creò tutto è nient'altro che il Signore Gesù. Alla domanda dei giudei che gli avevano chiesto chi fosse, Gesù Cristo diede una risposta (intraducibile) ricorrendo alla stessa parola «Principio» (archén, principium; cf. Giovanni 8,25). Nella Vulgata Clementina la risposta è: «Principium, qui et loquor vobis». Ricciotti la presenta così: «Il principio che vi parlo».
Continua il libro della Genesi: «E lo Spirito (letteralmente: «vento») di Dio aleggiava sulle acque». Fin dai primi versetti, la Scrittura ci parla di Dio: di un Dio, plurimo e singolo, che è Creatore, del suo Principio-Sapienza-Logos e del suo Spirito-Vento.
(continua)
«Bereshit barà Elohim et hashamayim ve'et ha'arets». Sono le prime parole ebraiche della Bibbia, che ci dicono: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Genesi 1,1).
Elohim: terza parola del primo libro (tre, uno). Significa «Dio». Elohim è declinato al maschile plurale. «Elohim» è il plurale di «Eloah», vocabolo derivato dalla parola «El» che significa «forte, potente». Dio si presenta fin dal principio delle Scritture come un soggetto plurale.
Il verbo, tuttavia, è coniugato nella terza persona singolare maschile. Dio, soggetto plurale, agisce però in modo unico, come se fosse animato da una sola volontà.
Nell'Antico Testamento la parola Elohim, riferita a Dio, ricorre oltre 2600 volte, ed è quasi sempre accompagnata da un verbo singolare. Dio, insomma, autore ultimo della Scrittura, ci rivela - come in un enigma (cf. 1 Corinzi 13,12) - di essere ad un tempo plurale e singolare.
(continua)
Non ho la minima idea di chi sia Marco Cattaneo, ma mi servirò del suo biglietto da visita pubblicato sul suo blog. A guardarlo con attenzione, si vede distintamente il numero del telefonino cellulare. E anche se non compare né la parola «telefonino», né la parola «cellulare», chiunque capisce che quel numero è un numero telefonico, ed è di un telefono mobile.
La Scrittura fa la stessa cosa: dice che Dio è Padre e Figlio e Spirito santo, pur senza nominare la parola «Trinità».
Nei prossimi giorni, a Dio piacendo, proverò ad approfondire la questione.
Dio, da secoli temuto e intravisto, si rivela all'umanità come abisso trinitario di Amore, eterno, perfetto, sussistente: uno nella Deità, trino nelle divine Persone.
In questa veglia, un articolo e un sito meritano la nostra attenzione:
Buona lettura.
In nome del cielo! Fateci conoscere le parole di Nostra Signora di Fatima che voi, eminenze reverendissime, censuraste.