«Chiunque nega che si debbono battezzare i bambini nati da poco o dice che essi vengono battezzati per la remissione dei peccati, ma che non traggono affatto da Adamo il peccato originale che viene espiato dal lavacro della rigenerazione, da cui consegue che per essi la formula del Battesimo "in remissione dei peccati" viene intesa non come vera, ma come falsa, sia anatema.
Infatti non si deve intendere quanto dice l'apostolo: "Per un solo uomo è entrato il peccato nel mondo (e attraverso il peccato la morte), e si estese a tutti gli uomini; in lui tutti hanno peccato" (Rm 5,12) diversamente dal senso in cui la Chiesa cattolica, ovunque diffusa, sempre lo ha inteso. A motivo di questa regola della fede anche i bambini, che non hanno potuto ancora commettere peccato alcuno, vengono perciò veramente battezzati per la remissione dei peccati, affinché mediante la rigenerazione venga in essi purificato quanto attraverso la generazione hanno contratto».
XV Concilio di Cartagine, Decreto sul peccato originale, 1° maggio 418, Canone 2.
«Se qualcuno afferma che il Signore ha detto: "Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore" (Gv 14, 2), così che si debba intendere che nel regno dei cieli ci sia un qualche luogo intermedio o un qualunque altro luogo, dove vivano beati gli infanti che trapassarono da questa vita senza il Battesimo, senza del quale non possono entrare nel regno dei cieli, che è la vita eterna, sia anatema.
Infatti, giacché il Signore dice: "Chi non sarà rinato dall'acqua e dallo Spirito Santo non entrerà nel regno dei cieli" (Gv 3,5), quale cattolico può dubitare che parteciperà della sorte del diavolo chi non ha meritato di essere coerede di Cristo? Chi infatti manca dalla parte destra, senza dubbio finirà in quella sinistra».
XV Concilio di Cartagine, Decreto sul peccato originale, 1° maggio 418, Canone 3.
Il quotidiano d'informazione The International Christian Network News riporta un commento del pastore Roberto Mazzeschi, Presidente della Alleanza Evangelica Italiana, registrato il 24/04/2007 alle ore 15.16:
Fuori dal limbo
Benedetto XVI ha ufficialmente espulso dalla dottrina cattolica la credenza relativa al limbo. D'ora in poi, anche i bambini che non hanno ricevuto il sacramento del battesimo saranno considerati salvati dalla grazia di Dio.
Non essendo la dottrina del limbo in alcun modo sostenibile da un punto di vista biblico, stupisce come la Chiesa di Roma l'abbia potuta elaborare, insegnare e mantenere per così tanto tempo. Meglio tardi che mai.
In ogni caso, per un vero rinnovamento secondo l'Evangelo, occorrebbe mettere mano a una profonda revisione di molte dottrine e dogmi cattolico-romani che, come il limbo, non hanno giustificazione biblica e che andrebbero quindi rivisti profondamente alla luce della Scrittura. Cosa dire, ad esempio, del Purgatorio? E dell'immacolata concezione di Maria? E dell'infallibilità papale? E dell'adorazione eucaristica? E della doppia identità ecclesiale e statuale-politica della Chiesa di Roma? L'elenco potrebbe essere lungo.
D'altra parte, il vino nuovo dell'Evangelo non può essere messo negli otri vecchi delle tradizioni umane. E questo vale per tutti i cristiani che desiderano essere fedeli al Signore che li ha amati.
Il commento non è solo completamente sbagliato, ma ha il tono del diktat. Speriamo che nessun cattolico si lasci sedurre dalle chimere pancristiane.
Preghiamo Maria Santissima, che sola distrugge ogni eresia.
«E' dunque giusto dire che i bambini che muoiono senza il battesimo si troveranno nella condanna, benché mitissima a confronto di tutti gli altri. Molto inganna e s'inganna chi insegna che non saranno nella condanna, mentre l'Apostolo dice: Il giudizio partì da un solo peccato per la condanna, e poco dopo: Per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna (Rm 5,16.18). Quando dunque Adamo peccò disobbedendo a Dio, allora il suo corpo perse la grazia dalla quale, pur rimanendo animale e mortale, era reso obbediente in tutto e per tutto alla propria anima. Allora sortì fuori quel movimento bestiale e vergognoso per gli uomini che fece arrossire Adamo per la propria nudità. E avvenne così che essi, per una specie di malattia scoppiata da una repentina e pestifera infezione, perduto il privilegio di rimanere stabili nell'età in cui furono creati, attraverso le mutazioni delle età s'incamminarono alla morte. Quantunque in seguito siano vissuti per molti anni, tuttavia cominciarono a morire quel giorno stesso in cui ricevettero la legge di morte che li avrebbe fatti invecchiare e decadere. Infatti non sta fermo nemmeno un istante, ma ininterrottamente passa tutto ciò che da una mutazione all'altra corre di giorno in giorno verso la fine non del suo compimento, bensì del suo annientamento. Così pertanto si adempì quello che aveva detto Dio: Quando ne mangerete, certamente morirete (Gn 2,17). Ogni bambino dunque che viene generato carnalmente da questa disobbedienza della carne, da questa legge di peccato e di morte, ha bisogno d'essere rigenerato spiritualmente non solo per essere portato al regno di Dio, ma anche per essere liberato dalla condanna del peccato. I bambini quindi nascono nella carne soggetti inseparabilmente al peccato e alla morte del primo uomo e rinascono nel battesimo associati inseparabilmente alla giustizia e alla vita eterna del secondo uomo. Anche nell'Ecclesiastico è scritto a questo proposito: Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo (Sir 25,24). Che si dica dalla donna o da Adamo, ci si riferisce sempre al primo uomo, perché la donna, sappiamo, viene dall'uomo e ambedue sono una sola carne. Per questo è scritto: I due saranno una sola carne (Gn 2,24). E il Signore dice: Non sono più due, ma una carne sola (Mt 19,6)».
Sant'AGOSTINO, Il castigo e il perdono dei peccati e il battesimo dei bambini, Libro I, 16.21 (link al sito augustinus.it).
«Dobbiamo infine sentirci obbligati ad accettare per autorità divina ciò che non riusciamo a comprendere con la più perspicace intelligenza. Fanno bene costoro a ricordare che la giustizia del Cristo non può giovare se non a persone credenti e a riconoscere che giova in qualche modo ai bambini. Allora, come abbiamo detto, dal battesimo in poi devono computarli senza alcuna esitazione nel numero dei credenti. Logicamente dunque se non vengono battezzati, saranno tra coloro che non credono: quindi non avranno la vita, ma l'ira di Dio rimane su di loro, perché chi non crede nel Figlio non avrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui (Gv 3,36); quindi sono stati giudicati, perché chi non crede è già stato giudicato (Gv 3,18); quindi saranno condannati perché chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,16). Ora, vedano costoro con quale giustizia tentino o si affannino di asserire che non sono destinati alla vita eterna, ma all'ira di Dio perché giudichi lui e condanni gli uomini che sono senza peccato; se, come non hanno peccato proprio, così non c'è in essi nessun peccato originale».
Sant'AGOSTINO, Il castigo e il perdono dei peccati e il battesimo dei bambini, Libro III, 2.3 (link al sito augustinus.it. Nella stessa pagina Sant'Agostino si basa sulle Scritture, su San Cipriano, sulla tradizione antica, su san Girolamo, e sull'unanimità degli scrittori cristiani: non "inventa" la dottrina sul "Limbo dei fanciulli" e non la "elabora" in funzione antipelagiana, ma la riceve dalla tradizione cattolica... insomma è una pagina tutta da leggere!).
«Coloro che non sono ancora nati, non hanno fatto nulla né di bene né di male (Rm 9,11) in una vita loro propria, né vengono in questa vita a penare per i demeriti di una vita precedente, che nessuno di loro ha potuto avere come propria; cionondimeno tutti i nati dopo Adamo per via di generazione carnale prendono il contagio della morte antica fin dal primo istante della loro nascita e, dal castigo della morte eterna, che la giusta condanna si trascina dietro di sé passando da un sol uomo in tutti gli altri, non si salvano se non a condizione che, mediante la grazia, rinascano in Cristo (Rm 5,12). [...]
Anche i bambini riceveranno il premio o il castigo delle azioni compiute per mezzo del corpo: compiute però non proprio da essi, ma per mezzo di coloro che, mentre rispondono invece di essi, si dice che rinunciano al diavolo e credono in Dio; per questo sono annoverati nel numero dei fedeli che appartengono alla categoria di coloro di cui il Signore dice: Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo. Per questo anche a coloro che non ricevono questo sacramento tocca la sorte espressa subito dopo: Ma chi non crederà, sarà condannato (Mc 16,16). Per questo - come ho già detto - anch'essi, qualora muoiano in quella tenera età, sono giudicati non alla stregua delle azioni che avrebbero potuto compiere quaggiù se fossero vissuti più a lungo, ma delle azioni compiute per mezzo del corpo, nel tempo cioè in cui vissero nel corpo, quando cioè credettero o non credettero mediante la volontà e la parola dei padrini, quando furono o non furono battezzati, quando si cibarono o non si cibarono del corpo di Cristo, quando bevvero o non bevvero il suo sangue (Gv 6,54-55)».
Sant'AGOSTINO, Lettera 217, 5.16 (link al sito augustinus.it).
Dopo aver considerato l'erroneità e la pochezza degli argomenti addotti dalla CTI - Commissione Teologica Internazionale, daremo un'occhiata a quello che la santa Chiesa ha insegnato nel corso dei secoli sulla sorte dei bambini morti senza battesimo e di coloro che muoiono colpevoli soltanto del peccato originale.
La dottrina del "Limbo dei fanciulli" è stata insegnata nel corso dei secoli:
L'elencazione è esemplificativa e non esaustiva. L'insegnamento è costante e generale.
Nei prossimi giorni rileggeremo tali insegnamenti e capiremo che non si tratta di teorie affermate "in ipotesi" e lasciate al libero dibattito degli "specialisti", ma di verità dottrinali alle quali:
E' dunque falso affermare che il Limbo sia solo un'ipotesi, o che lo sia sempre stato.
Nel documento intitolato The Hope of Salvation for Infants Who Die Without Being Baptized e anticipato dal Catholic News Service, i "cervelloni" della CTI - Commissione Teologica Internazionale hanno commesso parecchi errori. Vediamone alcuni.
1. «...the commission said the traditional concept of limbo - as a place where unbaptized infants spend eternity but without communion with God - seemed to reflect an "unduly restrictive view of salvation"...»
L'inferno è il destino della maggior parte degli uomini - e probabilmente della stragrande maggioranza. Dice infatti il Signore Gesù: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!» (Mt 7,13-14). Secondo la CTI anche Gesù Cristo avrebbe una concezione troppo ristretta della salvezza. Quindi l'argomento è ingiurioso verso Nostro Signore.
2. «...salvation for unbaptized babies who die was becoming an urgent pastoral question, in part because their number is greatly increasing...»
L'argomento è da mentecatti. Se bisogna "svuotare" il Limbo perché aumentano i bambini che muoiono senza battesimo, allora bisogna ammettere la Comunione ai divorziati risposati, bisogna dare il via libera all'omosessualità... e bisognerà poi dire che anche l'inferno è vuoto... e così via, fino alla "autodemolizione della Chiesa" paventata da Paolo VI.
3. «...Limbo has never been defined as church dogma...»
Questo è vero, ma ciò non autorizza a rinnegare tutte le verità della Dottrina cattolica che non siano state positivamente definite come dogmi, specialmente quando - come nel caso del Limbo - si tratta di insegnamenti costantemente proposti dal Magistero e strettamente connessi con altre verità dogmaticamente definite. E' un altro argomento da mentecatti.
4. «...Limbo... is not mentioned in the current Catechism of the Catholic Church, which states simply that unbaptized infants are entrusted to God's mercy...»
Altro è dire, facendo i finti tonti, che tali bambini sono affidati alla divina Misericordia; altro è dire che possono essere salvati. Fu lo stesso Gesù Cristo a rivelare che questi sfortunati bambini non possono salvarsi, dicendo: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3,5). Bisognerebbe poi considerare anche altri Catechismi.
5. «...people find it increasingly difficult to accept that God is just and merciful if he excludes infants, who have no personal sins, from eternal happiness...»
E' il solito argomento da mentecatti. La "gggente" considera inaccettabile che i peccati degli uomini abbiano richiesto il cruento Sacrificio espiatorio e satisfattorio di Gesù Cristo per meritare loro la salvezza: e allora che facciamo? Diciamo che i peccati non offendono più Dio? Mentecatti!
6. «...Through the centuries, popes and church councils were careful not to define limbo as a doctrine of the faith and to leave the question open...»
La dottrina del "Limbo dei fanciulli" è stata insegnata da Sant'Agostino, dal Concilio di Cartagine (418), da papa Giovanni XXII (1321), dal Concilio ecumenico di Firenze (1439), dal Concilio ecumenico di Trento (sec. XVI), da papa Sisto V (1588), da papa Pio VI (1794), da papa San Pio X (1912) e da innumerevoli santi, dottori e pastori (l'elencazione è esemplificativa e non esaustiva).
TALE INSEGNAMENTO E` COSTANTE E GENERALE: la questione non è dunque così "aperta" come vanno dicendo teologastri buffoni e vigliacchi. E' invece ammesso indagare su QUALE PENA affligga i bambini sfortunatissimi che muoiono senza battesimo e che dunque vanno all'inferno.
7. «...the need for the sacrament of baptism is not absolute...»
Ci fu un tempo nel quale la santa Chiesa condannava severamente simili affermazioni. O tempora o mores.
Inoltre, secondo il quotidiano Avvenire la CTI presenta la teoria del Limbo come
8. «elaborata da teologi a partire dal medioevo» (Mimmo MUOLO, Niente Limbo per i bambini non battezzati, in Avvenire, 21 aprile 2007).
Dunque sant'Agostino sarebbe solo "un teologo"? E magari "medioevale"?
Qualunque documento scrivano i membri della CTI - Commissione Teologica Internazionale, con o senza firma pontificia, rimane puro flatus vocis in confronto al sacro Magistero della Chiesa.
Qualsiasi tesi della CTI, con o senza firma pontificia, non è Magistero e dunque non è vincolante per nessuno.
La Commissione Teologica Internazionale non ha "abolito" il Limbo, nonostante qualsiasi affermazione contraria di qualunque imbecille che possa scrivere sui giornali o parlare alla televisione. I veri Cattolici non sono caduti e non cadranno nella trappola.
Non è possibile per nessuno "abolire" il Limbo, nemmeno per il Papa.
Poi, dopo tutto, chissenefrega della Commissione Teologica Internazionale e delle sue elucubrazioni più o meno imprecise.
Karl Lehmann è Arcivescovo di Magonza, cardinale e presidente della Conferenza episcopale tedesca. Martedi 7 marzo ha partecipato a un dibattito con altri esponenti religiosi, sul tema della vita ultraterrena, trasmesso dalla tivù SWR (guardalo on line) (fonti: Kreuz.Net, Cardinalrating.Com, Cathcon).
Si registrano le seguenti affermazioni del cardinale:
«Non credo nella Chiesa e non... - "Lei non crede nella Chiesa?", chiede l'intervistatore - No, io credo in Dio. Uno può credere solo in Dio, alla fine...».
Ammettiamo che il cardinale:
Facciamo finta di niente.
Ciò che risulta indigeribile è l'enunciato: «Uno può credere solo in Dio, alla fine...» (e non credere "la" Chiesa, come se la Chiesa fosse un accidente storico, o sociologico, o politico). No! Chi crede in Dio (nel Dio vero e vivente) crede anche nel Suo Unigenito Divin Figlio, incarnato e risorto, il Quale è ancor oggi presente e operante nella santa Chiesa e nei suoi Sacramenti.
Forse è bene dare una ripassata al Catechismo (sia al tridentino, sia a quello di san Pio X), al giuramento antimodernista e all'Enciclica Mystici Corporis di Pio XII. Senza allontanarsi di un millimetro da tanti (e tali) maestri.
Lehmann appare un po' sovrappeso: quanto gli gioverebbero digiuni e penitenze! Orsù dunque, meno pagliacciate e più Rosari alla Madonna!